
Jacques Lacan (1901-1981) è lo psicoanalista francese famoso per aver posto il suo insegnamento sotto l’insegna di un ritorno a Freud. Il suo scopo non è stato quello di rifondare la psicoanalisi né di inventare nuove forme di psicoterapia. Egli si è dato come obiettivo quello di chiedersi a quali condizioni la psicoanalisi fosse possibile, di interrogarla a partire dall’esperienza clinica, di condurre la logica della scoperta freudiana fino alle sue ultime conseguenze e, infine, di applicarsi alla formazione dello psicoanalista perché possa essere all’altezza del suo compito.
Lacan ha fatto ricorso ai vari saperi dello scibile per elucidare quel dato che sfugge alla coscienza e che Freud chiamò inconscio. L’asse del suo insegnamento è pertanto sempre centrato sulla pratica clinica della nevrosi, della perversioni e della psicosi.
Alla fine della sua vita, la clinica psicoanalitica che egli aveva affinato ha permesso un’approccio diverso delle varie forme di psicosi, soprattutto di quelle poco eclatanti ma subdole e che Jacques-Alain Miller chiamerà «ordinarie», come pure la presa in considerazione di sintomi collegati con la modernità e che chiamiamo «nuovi sintomi».
Gli strumenti teorici e clinici che egli ha lasciato nel suo insegnamento promettono di essere fecondi non solo nel campo psicoanalitico, ma anche in altri settori, come in quello sociale, filosofico, artistico e addirittura politico.
Il suo dissenso con la freudiana Associazione psicoanalitica internazionale lo portò a fondare la sua propria società che chiamò Scuola e freudiana, l’Ecole freudienne de Paris, perché uno psicoanalista è e deve essere sempre in formazione, e formazione in linea con la scoperta di Freud, ossia l’inconscio.
Il suo insegnamento, perseguito per più di trent’anni, è trasmesso nel volume degli Ecrits (éditions du Seuil; traduzione italiana presso Einaudi) e dalla serie dei diversi volumi del suo Séminaire, non ancora tutti editi (éditions du Seuil, traduzione italiana presso Einaudi, tranne il Libro XXIII, pubblicato da Astrolabio). Postumo è il volume Autres écrits (Seuil, inedito in italiano).
Sigmund Freud

Originario della Moravia e attivo a Vienna tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, Sigmund Freud fu il fondatore della psicoanalisi, che è sia una teoria della psiche e del suo funzionamento sia una terapia per curare malattie e sofferenze mentali.
Sigmund Freud nasce nel 1856 a Freiberg (oggi Pribor) in Moravia. Consegue la maturità classica a soli 17 anni e si iscrive a medicina, laureandosi nel 1881. Freud è determinato, ambizioso, mosso da una profonda volontà di riscatto intellettuale e sociale (la sua famiglia, di origine ebraica, aveva sempre sofferto di ristrettezze economiche e solo dal 1848 in Austria erano stati riconosciuti agli ebrei i diritti civili e il diritto di iscriversi all’università). Ottenuta la docenza in neuropatologia, Freud si reca a Parigi dove frequenta presso l’ospedale della Salpêtrière le lezioni del celebre professor Jean- Martin Charcot sull’isteria. Questa esperienza darà a Freud l’occasione per i suoi primi fondamentali studi: l’isteria (il cui nome deriva dalla parola greca ystèra “utero”) non colpisce solo le donne, ma anche i maschi (come si vedrà poi nelle nevrosi traumatiche di guerra dei reduci della Prima guerra mondiale) e i suoi sintomi fisici ‒ cecità, paralisi, convulsioni ‒ sono di origine psichica.
Inizialmente Freud cura i suoi pazienti con l’ipnosi, uno stato simile al sonno in cui sono facilmente suggestionabili; ma i successi sono solo momentanei. Insoddisfatto, inaugura allora la nuova tecnica della psicoanalisi: il paziente racconta tutto ciò che gli passa per la mente, descrivendo i suoi sogni e i suoi sintomi, e l’analista lo aiuterà a capire quali sono i conflitti inconsci che causano la malattia.
Sigmund Freud dovrà sempre lottare contro la diffidenza dell’ambiente accademico, che guarda con sospetto le sue ricerche sul sogno e soprattutto sulla sessualità infantile.
I sogni non sono magiche profezie, ma segni rivelatori ‒ in forma mascherata ‒ di ciò che si agita nell’inconscio; i bambini non sono angioletti, ma piccoli esseri umani animati da grandi passioni d’amore e d’odio, da angosce e desideri.
La sessualità si identifica con l’energia vitale stessa ‒ l’Eros ‒ che si oppone alla forza distruttiva dell’aggressività e della morte ‒ il Thanatos.
I numerosi scritti di Freud comprendono saggi teorici, descrizioni di casi clinici avvincenti come romanzi, studi su grandi temi come la guerra, sull’umorismo o su fenomeni della vita quotidiana come i cosiddetti lapsus, nonché analisi delle opere di sommi artisti, per esempio Leonardo e Dostoevskij.
Nel 1933 il nazismo mette la psicoanalisi al bando perché scienza degenerata che mette in luce i lati oscuri dell’uomo, e i libri di Freud vengono bruciati nella pubblica piazza.
Vecchio e malato, perseguitato dalla Gestapo in quanto ebreo, nel 1938 Freud è infine costretto a lasciare Vienna per cercare rifugio a Londra. Lo accompagnano la moglie e la figlia Anna, la più giovane e prediletta, a sua volta valente psicoanalista e che sarà la sua erede intellettuale. Grazie alla principessa Marie Bonaparte, una delle sue migliori allieve, Freud riuscirà a portare con sé in esilio anche la preziosa collezione di opere d’arte antica, che ancora oggi si può ammirare nella casa-museo di Londra.
Morirà in Inghilterra nel 1939.
